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Uscita del Casale del Giglio

Fa capolino tra rigogliosi vitigni e scavi archeologici la protagonista di oggi: l’azienda vitivinicola “Il casale del giglio”.

La storia della ditta ha inizio ad Amatrice con l’apertura di una prima attività di vendita di vini e liquori, prosegue poi nel cuore del centro storico di Roma, per approdare infine, in altre vesti, nel vecchio casale di famiglia ubicato nell’Agro Pontino.

Ed è proprio qui, a 50 Km a sud di Roma e più precisamente nella località Ferriere, che, nell’ormai lontano 1967, è nata l’idea di sviluppare un progetto di sperimentazione che andasse ad esplorare il potenziale viticolo ed enologico di questi territori. L’evidenza di base fu quella che, essendo il territorio della pianura pontina caratterizzato da un clima tipicamente costiero, fosse conseguentemente predisposto per una coltivazione vinicola, aree costiere famose per la produzione di vino ad evidenza di tutto ciò erano e tutt’oggi sono: Bordeaux, ve ne sono in Australia ed anche in California.

Contestualmente a queste convinzioni geografiche e bio-territoriali, stimolo e sfida per la realizzazione di questa nuova avventura, diviene anche e soprattutto l’assenza di una tradizione enologica in quest’area. L’intuizione è infatti molto buona, tant’è che nel 1990 i risultati ottenuti dalle sperimentazioni condotte in collaborazione con diverse istituzioni pubbliche, università ed enti territoriali, vengono convalidate dalla Comunità Europa e viene così autorizzata la coltivazione nella provincia di Latina.

La scommessa iniziale viene pian piano vinta, l’azienda cresce e ottiene i primi importanti risultati sulle uve rosse Syrah e Petit Verdot e sulle bianche come Sauvignon, Viognier e Petit Manseng, che danno vita a diversi ottimi prodotti “puri” da monovitigno o da assemblaggio. Non contenti, le sperimentazioni non terminano con questi avvenuti successi, recentemente infatti l’azienda ha riscoperto e valorizzato un antico vitigno autoctono: la Biancolella, varietà originaria di Ischia, importata nella metà del ‘700 dai primi coloni, ai tempi del Regno di Napoli sotto i Borbone.

Nel Lazio la coltivazione della Biancolella è autorizzata unicamente sulle Isole Ponziane. I vitigni gestiti dall’azienda sono posizionati lungo un piccolo altipiano, in prossimità del Faro della Guardia che darà il nome al vino. Ad oggi il Casale del Giglio ha riconvertito a filare i suoi 180 ettari di vigneto e ha introdotto nuove varietà caratterizzate dall’alto grado di interazione qualitativa con il territorio.

L’Associazione ringrazia ancora Il Casale del Giglio per la possibilità datagli di scoprire il loro territorio ed il loro ottimo vino e si augura che il futuro porti ancora momenti di compartecipazione come è stato per la visita del 20 aprile 2017.