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Additivi alimentari: la normativa e la classificazione

Additivi AlimentariNel corso del tempo, l’evoluzione tecnologica ha permesso alle industrie del settore alimentare di perfezionare l’utilizzo di sostanze organiche e inorganiche con lo scopo di migliorare, sotto diversi aspetti, le caratteristiche dei prodotti alimentari. Negli ultimi anni, l’utilizzo di queste sostanze si è notevolmente incrementato diventando parte integrante dei processi di trasformazione industriali, in modo da ottenere prodotti finiti migliori, non solo a livello organolettico e qualitativo, ma anche a livello commerciale. Una maggiore appetibilità del prodotto infatti si traduce in un maggior successo economico dello stesso. Le sostanze che vengono utilizzate a questo scopo sono gli additivi alimentari che, per definizione, sono introdotti intenzionalmente nell’alimento per puro scopo tecnologico, in una qualsiasi delle fasi in cui si trova l’alimento (produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto, immagazzinamento, ecc.). Sono sostanze che, tipicamente, non sono ne consumate come alimento in quanto tale ne utilizzate come ingrediente tipico, e, nel caso, sono impiegate indipendentemente dal loro valore nutritivo.

La nascita degli additivi alimentari in realtà è da attribuire ad epoche ben più lontane, quando infatti si ricorreva all’aggiunta di sostanze naturali per ottenere una preservazione maggiore degli alimenti. Ci si serviva della salagione per prolungare la conservabilità delle carni; si aggiungeva il succo di limone a frutta e verdura per impedirne l’imbrunimento; si impiegava aceto nelle conserve per evitare la proliferazione di microbi, e così via. Se ai primordi, quindi, l’utilizzo intenzionale di determinate sostanze proveniva solo ed esclusivamente dall’esperienza e dalla tradizione, al giorno d’oggi, l’introduzione di sostanze addizionali proviene da lunghi studi e apposite analisi in costante aggiornamento. La diffidenza da parte dei consumatori, infatti, nei confronti di queste sostanze non è poca. Per questo, anche l’attenzione da parte degli Organi di Controllo e dell'Unione Europea nei confronti di queste sostanze non è poca. Un additivo, infatti, per essere autorizzato deve soddisfare diversi criteri, tra cui dimostrare che il suo impiego proposto non determini problemi di salute nei consumatori; dimostrare che il suo impiego non può essere sostituito con mezzi diversi e che il suo utilizzo non induca in errore il consumatore ma anzi aggiunga dei vantaggi. Un additivo autorizzato perciò è una sostanza di cui è stata valutata la sicurezza d’uso, di cui sono stati fissati i requisiti di purezza chimica e il cui uso è consentito solo nel caso di documentata esigenza tecnologica.

I riferimenti di legge di settore, che danno anche indicazioni per le condizioni di impiego degli additivi, sono il Regolamento (CE) n. 1333/2008 e il Regolamento (CE) n. 1331/2008. Il primo è relativo agli additivi alimentari e rappresenta la norma quadro a cui fare riferimento per questo argomento, e inoltre introduce l'elenco degli additivi alimentari già autorizzati e le loro condizioni d'uso (Allegati II e III). Il secondo Regolamento invece stabilisce una procedura unica per l’autorizzazione degli additivi, degli enzimi ed aromi alimentari, basata sulla valutazione scientifica del rischio da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), prima che questi vengano utilizzati e immessi sul mercato. L’EFSA infatti, valuta la sicurezza di nuovi additivi alimentari o di nuovi impieghi proposti di additivi alimentari prima che ne venga autorizzato il loro uso nel mercato europeo; effettua la nuova valutazione di tutti gli additivi alimentari già ammessi prima del 2009; e risponde a richieste ad hoc della Commissione europea di esaminare alcuni additivi alimentari alla luce di nuove informazioni scientifiche e/o dell’evolversi delle condizioni di impiego. Inoltre l’EFSA stabilisce la dose giornaliera ammissibile (DGA) per ciascuna sostanza. La DGA è la quantità di una sostanza che le persone possono consumare quotidianamente nell’arco della vita senza rischi apprezzabili per la salute. Nell’eseguire una nuova valutazione di additivi già autorizzati, l’EFSA può confermare o modificare una DGA esistente, in seguito all’esame di tutte le prove a disposizione.

Gli elenchi o liste positive degli additivi alimentari autorizzati sono stati istituiti con i seguenti provvedimenti comunitari: il Regolamento (UE) n. 1129/2011 che istituisce l’allegato II del regolamento (CE) n. 1333/2008 e il Regolamento (UE) n. 1130/2011 che istituisce l’allegato III del regolamento (CE) n. 1333/2008.

Gli additivi vengono indicati in etichetta o con il nome della classe di appartenenza o con il codice identificativo, che è composto da la lettera E e da un numero a 3 o 4 cifre. Gli additivi alimentari che figurano più comunemente sulle etichette alimentari sono gli antiossidanti, i coloranti, gli emulsionanti, gli stabilizzanti, gli agenti gelificanti, gli addensanti, i conservanti e i dolcificanti. La numerazione degli additivi autorizzati identifica come coloranti quelle sostanze che hanno codice da E100 a E199 e che vengono impiegate con lo scopo di migliorare l'aspetto di alimenti e bevande. I codici che vanno da E200 a E299, invece, identificano quelle sostanze che vengono aggiunte agli alimenti per rallentare la loro degradazione e permettere quindi una loro più lunga conservazione (conservanti). Antiossidanti e regolatori di acidità invece vengono identificati dai codici che vanno da E300 a E399 e sono aggiunti ai prodotti alimentari con lo scopo di impedire l'irrancidimento dovuto all'ossidazione, ad esempio, dei grassi. Con i codici da E400 a E499 invece vengono indicati addensanti, stabilizzanti e emulsionanti sfruttati o per mantenere nel tempo le caratteristiche fisiche del prodotto oppure per aumentarne la densità. I regolatori di acidità e gli anti agglomeranti invece sono indicati con i codici da E500 a E599 ed infine agli esaltatori di sapidità vengono attribuiti i codici E600 - E699. In realtà il mondo degli additivi ad uso alimentare è ben più ampio di quanto appena citato e soprattutto è in continua evoluzione, non solo da un punto di vista tecnologico ma anche da quello della sorveglianza della sicurezza alimentare. A tal proposito, è del 2010 uno degli ultimi programmi proposti dal Legislatore, per esaminare nuovamente additivi già autorizzati. Con il Regolamento (UE) n. 257/2010, infatti, si propone una precisa “tabella di marcia” per effettuare una nuova valutazione di additivi autorizzati, cercando di dare la priorità a quelle sostanze che destano o che possono destare timori inerenti alla sicurezza alimentare. Sfruttando infatti i pool di esperti scientifici dell’EFSA, si eseguono le dovute valutazioni attraverso l’esame di tutti gli studi e di tutti i dati scientifici pertinenti disponibili sulla tossicità e sull’esposizione umana, sulla base dei quali il gruppo trae conclusioni in merito alla sicurezza della sostanza per la salute umana. Il lavoro perciò è incessante, non solo per le eventuali revisioni di pareri su additivi già autorizzati, ma soprattutto per le molteplici richieste di autorizzazioni che arrivano per l’utilizzo di nuove sostanze e l’immissione di queste sul mercato come additivi..

Dott.ssa Federica Tavassi
Consulente HACCP Roma
Associazione Italiana Consulenti Igiene Alimentare